The Quaker, un uomo-cimitero che fu una poesia
L’allegria si addice a un cimitero più di ogni altra qualità conosciuta. Dico allegria, e non riso, sia chiaro: il riso sta al pianto come l’allegria sta alla tristezza. Sgomberato il campo da ogni equivoco esistentivo, da ogni pregiudizio vitalistico, da ogni attaccamento al quotidiano meterorismo delle cose interiori ed esteriori, un uomo trova nel cimitero l’ideale di una sana allegria, di una felicità modesta e tuttavia priva di condizionamenti. Se lo si considera prosaicamente come un luogo, non c’è davvero alcun motivo per avere allegria in un cimitero, se, viceversa, lo si sperimenta poeticamente come un abisso, allora ecco che esso si rivela come la sostanza stessa dell’allegria. Non a caso nessuna allegria è tanto perfetta quanto cimiteriale come quella degli angeli di pietra. Per questo fui un tempo The Quaker Graveyard in Nantucket.